Bobby Travis · NASCAR/IndyCar-Korrespondent
Lo spagnolo di Chip Ganassi Racing non ha lasciato dubbi sulla sua forma sul circuito stradale dell'Oregon, mentre Christian Lundgaard ha regalato la storia del pomeriggio partendo dalla ventunesima posizione.
Álex Palou ha fatto esattamente quello che ha dimostrato così spesso in questa stagione all'OnlyBulls Grand Prix of Portland: posizionarsi con calma in testa e rimanere lì. Il pilota di Chip Ganassi ha guidato per 60 dei 110 giri sul tracciato di 1,964 miglia e ha concluso con un vantaggio di oltre quattro secondi su Felix Rosenqvist, partito da pole position. È la sesta vittoria dello spagnolo nella stagione, e la concorrenza fatica sempre più a trovare una risposta.
Rosenqvist davanti all'inizio, Palou prende il comando nei pit stop
Rosenqvist aveva conquistato la pole con un giro solido di 58,4828 secondi e si era messo in testa anche alla partenza. La famigerata chicane della curva uno, dove tradizionalmente succede molto a Portland, è rimasta pulita davanti. Rosenqvist e Palou si sono staccati presto dal resto del gruppo, mentre dietro continuavano i combattimenti per la posizione.
La svolta è arrivata durante il primo ciclo di pit stop intorno al giro 38. Palou ha colto l'occasione, ha preso la testa e non l'ha più mollata fino alla bandiera a scacchi. La sua gestione delle gomme nella fase finale è stata la differenza decisiva: il vantaggio è cresciuto negli ultimi giri a oltre sei secondi, prima di assottigliarsi a 4,1 secondi su Rosenqvist al traguardo. Will Power ha completato il podio per Andretti Global in terza posizione, dopo aver già mostrato di essere il terzo più veloce nelle qualifiche.
Una safety car è arrivata al settimo giro quando Graham Rahal ha toccato il limite della pista interrompendo il ritmo della ripartenza. Dopo di allora la gara ha trovato rapidamente un andamento regolare, con Palou e Rosenqvist chiaramente staccati al comando.
Lundgaard dalla ventiquattresima alla nona posizione
La vera storia del pomeriggio si è sviluppata nel resto del gruppo. Christian Lundgaard aveva avuto i suoi giri migliori cancellati a causa di un'infrazione nelle qualifiche e doveva affrontare la gara dalla ventiquattresima posizione in griglia. Quello che ne è seguito è stata una delle rimonte più impressionanti della stagione: il pilota di Arrow-McLaren si è fatto strada giro dopo giro attraverso il gruppo e ha ingaggiato un intenso duello ruota contro ruota con Kyffin Simpson per la nona posizione, infine prevalendo.
Lundgaard ha terminato nono con un distacco di 25,75 secondi, un risultato che sottolinea chiaramente la sua velocità in questo fine settimana e dimostra quanto sia possibile su un circuito stradale con una gestione intelligente delle gomme e manovre di sorpasso precise, anche quando la posizione di partenza sembrava già compromessa. David Malukas, che come Caio Collet ha iniziato la gara con una penalità di sei posizioni per un cambio motore non autorizzato dopo l'incidente di Nashville, ha tagliato il traguardo in dodicesima posizione mostrando che la penalità non ha davvero frenato le sue prestazioni.
Ancora sfortuna per Armstrong, lo sguardo di Palou al futuro
Meno fortunata è stata la giornata per Marcus Armstrong. Il pilota di Meyer Shank, che nel secondo turno di prove libere si era distinto con il miglior tempo della sessione con gomme alternative, ha dovuto ritirarsi al 31º giro per un guasto al motore. È già il terzo ritiro per un problema della unità motrice negli ultimi quattro gran premi per il neozelandese, dopo aver già dovuto abbandonare in testa a Road America. Per lui rimane dopo questo fine settimana soprattutto la questione di quanto velocemente Meyer Shank riuscirà a risolvere il problema di affidabilità prima che la stagione entri nella fase decisiva.
Marcus Ericsson ha subito una escursione nei primi giri della gara tra la curva uno e la due, perdendo terreno, ma si è ripreso e ha infine portato a casa il sesto posto per Andretti Global.
Per Palou la vittoria significa soprattutto una cosa: un ulteriore allargamento del suo vantaggio in campionato a cinque gare dalla fine della stagione. Dopo il suo recente successo a Nashville, Portland è già la prossima prova che lo spagnolo in questa fase della stagione è quasi inarrestabile, e la concorrenza dovrà fare qualcosa di speciale nei grani rimanenti se vuole ancora attaccare davvero questo vantaggio.





