Marco Rossi · Corrispondente F1
La prima gara sotto la pioggia con il nuovo regolamento è iniziata con una bandiera rossa, prima ancora di partire. Hamilton, Verstappen e altri piloti hanno improvvisamente perso potenza dietro la Safety Car. Quello che sappiamo e quale teoria potrebbe spiegare il problema software.
La Formula 1 voleva festeggiare un ritorno in Malesia, invece ha vissuto al Grand Prix del Bahrain in Malesia una premiere che tutti i coinvolti avrebbero volentieri evitato. Prima ancora che a Sepang si completasse anche un solo giro di gara, diverse monoposto erano rimaste senza spinta sulla pista, la Safety Car si era ritrovata nel mezzo del gruppo, e la direzione gara aveva interrotto la procedura di partenza con la bandiera rossa. Era la prima gara in condizioni di pioggia da quando erano stati introdotti i nuovi motori in questa stagione, e ha rivelato quanto poca esperienza i team e i costruttori abbiano finora accumulato in questo scenario.
Cosa è accaduto domenica
Un temporale tropicale con pioggia battente e fulmini si è abbattuto sul Sepang International Circuit proprio quando il gruppo si stava formando in griglia di partenza. La FIA ha posticipato la partenza prevista per le 15.00 ora locale, l’auto medica ha segnalato acqua stagnante in pista. Con 40 minuti di ritardo, le monoposto sono andate in pista dietro la Safety Car per il giro di ricognizione alle 15.40, dopo il quale era prevista una partenza da fermo.
Non è andata così. Max Verstappen ha segnalato dalla pole position una mancanza di accelerazione, prima che la sua Red Bull riprendesse velocità. Lewis Hamilton, partito da secondo con la Ferrari, ha proseguito nel primo giro mentre il gruppo lo superava, e infine si è fermato sul rettilineo di partenza e arrivo. Alla radio ha spiegato: «Premo sull’acceleratore e non succede nulla.» L’ingegnere di pista ha risposto: «È un problema software che stiamo cercando di risolvere.» L’auto è stata riavviata in pista e un giro dopo Hamilton ha ricominciato a correre.
Hamilton non era solo. Secondo i rapporti dal paddock, anche Esteban Ocon sulla Haas e Valtteri Bottas sulla Cadillac si sono fermati in pista, entrambi con motore Ferrari come Hamilton. Gabriel Bortoletto sull’Audi ha apparentemente riscontrato difficoltà simili, Liam Lawson sulla Racing Bulls è partito con ritardo dalla sua posizione, sebbene sia incerto se il suo problema avesse la stessa causa. Isack Hadjar ha perso aderenza in curva 3 e finito in ghiaia, ma è riuscito a tornare in pista. Quando le monoposto si sono riversate ai box, l’ordine era talmente confuso che la direzione gara ha deciso di ripristinare l’allineamento di partenza originale per il nuovo inizio.
Quello che si sa ufficialmente
Una spiegazione definitiva della FIA o dei costruttori non è ancora disponibile. Però gli indizi puntano in una direzione: il software. Oltre al messaggio radio della Ferrari a Hamilton, il vicecapo team Mercedes Bradley Lord ha confermato che tutti i team avevano ricevuto nuovi parametri da caricare sulle monoposto, e che potrebbe esserci stato un problema software dietro una parte delle difficoltà. L’ex pilota di Formula 1 Anthony Davidson, come esperto televisivo, l’ha sintetizzato così: «I sistemi non gradiscono la pioggia. Vogliono essere guidati allo stesso modo ogni giro.»
Questo corrisponde allo sfondo normativo. Per le gare sotto pioggia, la FIA ha limitato la potenza elettrica in questa stagione e vietato la modalità boost. L’unità propulsiva deve quindi sapere che sta funzionando in modalità bagnata, ed è proprio in questa interfaccia tra le direttive della FIA e il software dei costruttori che sembra essersi inceppato qualcosa. È notevole che esattamente tre monoposto con motore Ferrari si siano fermate.
Un problema noto in nuova forma
L’argomento non è completamente nuovo. Già al primo round stagionale a Melbourne diversi piloti erano arrivati in griglia con la batteria quasi scarica. Il team principal della Red Bull Laurent Mekies spiegò allora che il comportamento di guida inusuale nel giro di ricognizione, cioè accelerare e frenare alternativamente per portare i pneumatici e i freni a temperatura, aveva messo i team in una situazione in cui non riuscivano più a raggiungere lo stato di carica corretto per la partenza. Il recupero energetico è limitato durante il giro di ricognizione, mentre il consumo durante il riscaldamento è elevato.
A Sepang si sono combinati diversi fattori che non si erano mai verificati prima: diversi giri lenti dietro la Safety Car invece di un giro di ricognizione, pista bagnata, una nuova modalità pioggia con potenza limitata e parametri appena caricati. I propulsori del 2026 ricavano quasi la metà della loro potenza dalla componente elettrica, quindi reagiscono particolarmente sensibilmente quando la gestione dell’energia va fuori sincro.
Interpretazione: la teoria della MGU-H mancante
Importante anzitutto: quanto segue è una teoria tecnica della redazione e non una causa confermata. Mostra perché il nuovo regolamento potrebbe essere vulnerabile in una situazione del genere.
Fino alla fine del 2025 sulla turbina c’era la MGU-H, una macchina elettrica che manteneva il turbo a regimi anche a bassa velocità del motore e così evitava il classico turbo lag. Con il regolamento 2026 è stata eliminata, il turbo viene di nuovo azionato esclusivamente dal flusso dei gas di scarico. Se una monoposto procede per minuti a velocità da Safety Car e bassi regimi su una pista bagnata, il motore a combustione fornisce poca energia dai gas di scarico, il turbo perde giri e quindi pressione di sovralimentazione.
È possibile che il controllo del motore in questa fase cerchi di compensare la coppia mancante attraverso la MGU-K all’albero motore. Poiché dietro la Safety Car e sotto pioggia si frena difficilmente, allo stesso tempo si recupera poca energia. La batteria si scaricherebbe così senza ricaricarsi. Quando si combinano valori implausibili, come una bassa pressione di sovralimentazione con un’elevata richiesta elettrica, il controllo potrebbe entrare in una modalità di protezione che nel caso estremo paralizza la propulsione. Un riavvio del sistema, come quello che Hamilton ha eseguito in pista, corrisponderebbe a questo quadro.
Se questa reazione a catena si è effettivamente verificata così, attualmente nessuno da fuori può dirlo. Le dichiarazioni ufficiali finora parlano di software e nuovi parametri, non di pressione di sovralimentazione o stato della batteria. La teoria è comunque plausibile perché spiega perché proprio la guida lenta dietro la Safety Car sotto pioggia è diventato un problema.
Quello che conta adesso
Al momento della stesura di questo articolo era ancora previsto un nuovo inizio, la finestra oraria per la gara si estende fino alle 18.40 ora locale. Per la Formula 1, in questo pomeriggio è in gioco più del solo risultato. Il nuovo regolamento non ha superato il suo primo vero test sotto pioggia prima ancora che il semaforo si spegnesse. Se FIA e costruttori nomineranno velocemente e trasparentemente la causa, ciò determinerà quanta fiducia piloti e tifosi ripongono nella tecnologia di questa generazione. Race Trace seguirà gli sviluppi dal paddock e integrerà questo articolo non appena la causa sarà stabilita.




