Henri Dubois · Endurance-Korrespondent
A un'ora dal termine ancora al sesto posto, al traguardo con 0,591 secondi di vantaggio: la vittoria casalinga della Toyota alle 6 Ore di Fuji 2026 si è decisa nell'ultimo strategico pit stop.
Ryo Hirakawa ha portato la Toyota #8 al traguardo delle 6 Ore di Fuji 2026 con un margine di 0,591 secondi sull'Alpine #36, salvando una vittoria casalinga che un'ora prima sembrava ormai sfumata. Insieme a Sébastien Buemi e Brendon Hartley, il pilota giapponese ha approfittato di una decisione azzardata del proprio team durante la terza fase di Safety Car della giornata, innescata da un grave incidente nella classe LMGT3 circa 55 minuti dal termine.
Dal sesto posto in vetta
Per la maggior parte della gara di sei ore sul Fuji Speedway, il controllo è stato saldamente nelle mani dell'Alpine. Le due Frecce Blu ufficiali #36 e #35 dettavano il ritmo, gestivano gli pneumatici con cura su ogni stint e viaggiavano verso una possibile doppietta, mentre la Toyota #8 di Buemi, Hartley e Hirakawa doveva accontentarsi della sesta posizione, ancora poco meno di un'ora dal termine. Per un trio che correva in casa, era una piazza dalla quale una gara di questa lunghezza difficilmente avrebbe potuto girare in suo favore, senza l'intervento di fattori esterni.
È accaduto esattamente quello che serviva circa 55 minuti dal traguardo, quando un grave incidente nella LMGT3 ha provocato la terza fase di Safety Car della giornata. Per gli strateghi del team Toyota, era il momento di osare: durante il pit stop con bandiera gialla, il muretto ha mantenuto le gomme sulla monoposto e al rifornimento ha aggiunto solo il carburante strettamente necessario, quello che in gergo si chiama "short fueling", che risparmia tempo ai box ma al prezzo di pneumatici usurati e serbatoio non pieno. L'effetto è stato immediato: mentre i rivali restavano più a lungo al box, Hirakawa è tornato in pista al comando del gruppo senza aver disputato un solo sorpasso.
Gomme consumate contro gommatura fresca
Dopo il nuovo via, è iniziato lo sprint finale vero e proprio, tutto sulle spalle di Hirakawa da solo. Ha guidato il gruppo con gomme ormai a fine vita, in condizioni rese ancora più imprevedibili dall'umidità leggera che caratterizzava tratti della pista. Dietro di lui, Victor Martins sull'Alpine #36, equipaggiato con gommatura più fresca dal regolare pit stop, rosicchiava terreno a ogni giro.
Quello che è seguito è il genere di pressione che una gara di usura come questa libera solo nell'ultimo quarto d'ora: non un singolo attacco spettacolare, ma un progressivo assedio al quale un pilota con gomme consumate ha ben poco da opporre se non la scelta della linea e i nervi saldi. Hirakawa ha mantenuto entrambi, difendendo la propria posizione nelle ultime combinazioni di curve e tagliando il traguardo con 0,591 secondi di margine davanti all'Alpine in rimonta, una delle decisioni più tirate della stagione WEC in corso.
Decima vittoria casalinga e nuovo comando nella classifica piloti

Per Toyota è stata la decima vittoria a Fuji, un risultato che per la Casa davanti al pubblico di casa assume un peso particolare, indipendentemente da quanto serrato sia stato l'esito finale. Per Buemi, Hartley e Hirakawa, il successo ha comportato anche la presa del comando della classifica piloti WEC, un cambio al vertice della classifica che è scaturito direttamente da quel singolo scenario strategico sotto bandiera gialla.
Come il risultato di Fuji inciderà sulla classifica costruttori della classe Hypercar lo diranno probabilmente i round successivi, tanto più che Alpine con il secondo posto della vettura #36 non se ne andava con le mani vuote. Già certo è che l'incidente nella LMGT3, che ha provocato la fase di Safety Car decisiva, rimarrà nella memoria come il momento che ha aperto la porta della vittoria a un sesto posto praticamente già condannato, e che è stato il sangue freddo di Hirakawa su gomme consumate a portare effettivamente quella chance fino al traguardo.





