Montreal come termometro: la vittoria caotica di Antonelli e le crepe nel fronte Mercedes

3–5 minuti

Marco Rossi · Corrispondente F1

Un momento sbagliato all’hairpin, il ritiro del proprio compagno di squadra e un duello tardivo con Hamilton e Verstappen: il successo di Antonelli a Montreal non è stato una passeggiata, ma il risultato di una catena di errori dalla quale è stato l’unico a uscire indenne.

Il Circuit Gilles Villeneuve ha nuovamente fatto onore alla sua fama di luogo imprevedibile. Tra la sprint di sabato e la gara principale di domenica c’era un mondo di differenza, e chi dopo il formato breve pensava ancora a un dominio ordinato della Mercedes è stato smentito nel Gran Premio. Andrea Kimi Antonelli ha vinto alla fine con oltre dieci secondi di vantaggio su Lewis Hamilton, ma il percorso fino a lì è passato per un proprio errore di guida all’hairpin, il ritiro del compagno di squadra George Russell e un vivace duello tra Hamilton e Max Verstappen per il secondo posto, deciso solo negli ultimi giri.

La sprint ha mostrato la base della Mercedes, la gara i suoi limiti

Nella sprint di sabato, la Mercedes ha offerto un quadro che deve aver reso nervosa la concorrenza: Russell ha vinto nettamente davanti a Norris, e Antonelli ha completato, con il terzo posto, un doppio podio per le frecce d’argento. I distacchi degli inseguitori da Russell — Norris di circa 1,3 secondi, Antonelli di quasi 1,9 secondi — indicavano un passo che sulla breve distanza era difficile da mascherare. Verstappen non è andato oltre il settimo posto nella sprint, a quasi 16 secondi, un segnale che la Red Bull faticava con il layout di Montreal sulla breve distanza.

Nel Gran Premio, però, il quadro è cambiato. Mentre Antonelli ha finito per vincere con autorità, Russell si è ritirato completamente per un problema al motore, un ritiro che mostra quanto sia sottile attualmente il margine tra doppietta e zero punti per la Mercedes. La forma mostrata nella sprint non era quindi un indicatore affidabile della prestazione in gara; la distanza più lunga e il maggiore stress termico su un tracciato con lunghi rettilinei e il temuto muro all’uscita dell’ultima chicane hanno punito le debolezze senza pietà.

Lo scivolone di Antonelli e le conseguenze per la battaglia di vertice

Il momento decisivo della gara è stato paradossalmente un errore del futuro vincitore. Antonelli ha frenato chiaramente in ritardo all’hairpin ed è stato costretto a far passare Russell, un episodio che dimostra quanto rimanga tecnicamente impegnativo questo tratto stretto e fiancheggiato da cordoli, anche per un pilota in una forma straordinaria. Il fatto che Antonelli sia comunque uscito vincitore da questa situazione è dovuto in gran parte al successivo ritiro del suo compagno di squadra, che gli ha restituito la leadership senza ulteriore sforzo da parte sua.

Alle loro spalle infuriava il vero duello della giornata: Hamilton e Verstappen si sono battuti per il secondo posto, che il pilota Ferrari si è aggiudicato con circa mezzo secondo di vantaggio. Il terzo posto di Verstappen è stato il suo primo podio della stagione, un segnale di attenzione dopo un inizio di stagione piuttosto altalenante per la Red Bull.

Caos a centro gruppo e le lezioni per Monaco

Il ritiro di Alexander Albon, causato da una collisione con Oscar Piastri all’hairpin, non è costato punti solo alla Williams, ma ha anche relegato la McLaren in un ruolo insolitamente debole: Piastri è stato penalizzato dopo il contatto ed è finito solo undicesimo, mentre Norris è rimasto a mani vuote a causa di un ritiro. Per un team che in questa stagione si è posizionato come punta di diamante, un weekend senza alcun punto è un colpo sensibile, tanto più che la concorrenza, nelle figure di Hadjar, Colapinto e Lawson, ha dimostrato che a centro gruppo si possono ormai ottenere risultati discreti quando davanti si commettono errori.

Hadjar, nonostante due penalità, ha approfittato del momento favorevole e con il quinto posto ha ottenuto finora il suo miglior risultato stagionale. Per il campionato, il pomeriggio di Montreal significa soprattutto una cosa: Antonelli amplia il suo vantaggio, ma la vulnerabilità della Mercedes — visibile nel ritiro di Russell e nell’errore di guida dello stesso leader — offre a Ferrari e Red Bull argomenti per sostenere che il divario sia più ridotto di quanto suggerisca la classifica. Quanto sia solida questa fiducia si vedrà tra due settimane a Monaco, dove muretti stretti e una tolleranza all’errore ancora minore offriranno il prossimo bilancio.

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