Ferrari e Aston Martin si aggiudicano la pole nel venerdì di qualifiche della WEC ad Austin

4–6 minuti

Henri Dubois · Endurance-Korrespondent

Al Lone Star Le Mans sul Circuit of the Americas la pole position nella classe Hypercar si è decisa sui millesimi di secondo, mentre nella classe LMGT3 proprio la vettura decima della sessione regolare ha trovato il giro più veloce della giornata in hyperpole, regalando al Heart of Racing Team l'intera prima fila di partenza.

Nel pomeriggio texano il sole brillava ancora alto su Austin quando l'asfalto del Circuit of the Americas aveva già raggiunto quella temperatura in cui la scelta degli pneumatici e l'aerodinamica contano più dell'ultimo decimo in cockpit. In questo calore è stato definito lo schieramento di partenza per la gara di sei ore del Lone Star Le Mans di domenica, e in entrambe le classi della FIA WEC l'ordine tra sessione di qualifica regolare e hyperpole si è notevolmente rimescolato. Nella classe Hypercar la Ferrari 499P #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha conquistato la pole position, sebbene abbia realizzato esattamente lo stesso tempo del Cadillac V-Series.R #38 del Cadillac Hertz Team Jota. Nella classe LMGT3 l'Aston Martin Vantage AMR #23 del Heart of Racing Team si è imposto dopo aver chiuso la sessione regolare solo decimo e quindi appena qualificato per l'hyperpole.

Hypercar: Ferrari #50 in testa inizialmente, poi il ribaltamento in hyperpole

FERRARI 499P #51 | Image: Ferrari
FERRARI 499P #51 – Image: Ferrari

Nella sessione di qualifica regolare, che determinava chi si qualificava per l'hyperpole, era la Ferrari 499P #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen a stabilire il tempo migliore con 1:52.020 minuti, su una pista che durante la sessione aveva progressivamente accumulato gomma e offriva più grip di giro in giro. Alle sue spalle si piazzavano l'Alpine A424 #36 di Frédéric Makowiecki, Jules Gounon e Victor Martins e la Ferrari gemella #51, un quadro che a prima vista suggeriva una chiara dominanza Ferrari, ma che avrebbe subìto un notevole rimescolamento nell'hyperpole.

Mentre i primi dieci della sessione regolare si qualificavano infatti per l'hyperpole decisivo, in cui ogni pilota percorre solo un giro veloce con serbatoio leggero, gli equilibri all'interno della casa Ferrari si invertirono. La vettura #50, fino a quel momento più veloce nella prima sessione, scivolò al quinto posto in hyperpole, mentre il suo compagno di squadra #51 vinse la sessione. Nel mezzo si inserirono l'Alpine #35 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e António Félix da Costa al terzo posto e l'Aston Martin Valkyrie #007 di Harry Tincknell e Tom Gamble al quarto, separati da pochi centesimi o decimi di secondo, un indicatore di come il Balance of Performance tiene ravvicinati i costruttori in questa stagione.

Pole sui millesimi: Ferrari contro Cadillac

La vera storia della qualifica Hypercar si è scritta nel confronto diretto in vetta. La Ferrari #51 e il Cadillac V-Series.R #38 del Cadillac Hertz Team Jota, con Earl Bamber, Sébastien Bourdais e Jack Aitken, hanno realizzato in hyperpole esattamente lo stesso tempo di 1:52.445 minuti, identico fino ai millesimi. Il regolamento WEC non risolve un caso simile mediante i tempi dei settori, ma semplicemente consultando l'orologio ufficiale: chi realizza il tempo identico per primo durante il suo run di hyperpole ottiene la posizione migliore. In questo caso la decisione è andata a favore della Ferrari #51, mentre il Cadillac Hertz Team Jota parte dalla seconda posizione.

Per il campionato, in cui dalla modifica al regolamento della stagione 2026 nella classe Hypercar conta esclusivamente la classifica costruttori, un risultato simile dimostra soprattutto come Ferrari e Cadillac come costruttori fossero vicinissime in questo venerdì di qualifiche, indipendentemente da quale delle due vetture ufficiali avrebbe conquistato la pole. Per la gara vera e propria questa vicinanza dovrebbe significare poco: in sei ore sotto il caldo texano l'usura degli pneumatici e l'orchestrazione dei pit stop probabilmente conteranno più di un singolo giro di qualifica del venerdì.

LMGT3: Heart of Racing rimonta e conquista la prima fila completa

Nella classe LMGT3 il venerdì si svolse diversamente. Nella sessione di qualifica regolare la Ford Mustang GT3 #88 della Proton Competition, affidata a Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargeant, stabilì il tempo migliore di 2:06.331 minuti e sembrava così determinare le condizioni di partenza per l'hyperpole. L'Aston Martin Vantage AMR #23 del Heart of Racing Team con Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam in quel momento si era qualificato solo decimo e quindi appena nella hyperpole, mentre la seconda vettura del team, la #27 con Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi, allora non mostrava ancora segni di un giro competitivo.

In hyperpole il quadro si rovesciò completamente e il Heart of Racing sfruttò meglio di ogni altro team la pista ormai significativamente preparata. L'Aston Martin #23 ha realizzato 2:05.160 minuti, non solo il proprio miglior tempo ma il giro più veloce dell'intera categoria LMGT3 della giornata, conquistando così la pole position in una prestazione che, considerata la posizione di partenza come outsider dalla seconda metà del campo, può davvero sorprendere. Alle sue spalle la vettura gemella #27, a soli 0,124 secondi di distanza, si è schierata con il secondo Aston Martin del Heart of Racing, una prima fila completa per il team all'inizio di una gara in cui la gestione degli pneumatici e dei freni su sei ore conterà più della velocità di un singolo run di hyperpole. Seguivano poi la Porsche #91 della Manthey-DK-Engineering con James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven e la seconda Ford della Proton #77 con Eric Powell, Ben Tuck e Sebastian Priaulx, entrambe con il tempo identico di 2:05.483 al terzo e quarto posto.

Come sarà sostenibile questo ordine nel corso di sei ore dipenderà da domenica, quando da un singolo giro veloce si trasformerà in una gara di resistenza in cui l'usura degli pneumatici sull'asfalto ruvido di COTA, i cambi pilota e lo sfruttamento delle finestre strategiche in caso di fasi di Full Course Yellow probabilmente peseranno più dell'ordine di partenza di Austin.

Weitere Berichte