Doppietta Mercedes a Spielberg: Russell e Antonelli incorniciano la rimonta di Verstappen

3–5 minuti

Marco Rossi · Corrispondente F1

Una qualifica con dramma di bandiere gialle e un passo gara che ha sostenuto la Mercedes per l’intera distanza hanno prodotto a Spielberg un doppio podio Mercedes con Verstappen in mezzo, sollevando interrogativi sulla costanza degli pneumatici di Red Bull e McLaren.

Il Red Bull Ring ha già dimostrato più volte in questa stagione che giri brevi e poche zone di fuga puniscono immediatamente ogni piccola imprecisione. Proprio questo è stato il motivo dominante del weekend: George Russell si è assicurato la pole in una sessione oscurata da un incidente di Verstappen, vincendo poi con autorità davanti a Max Verstappen e Andrea Kimi Antonelli, dimostrando così che la Mercedes è attualmente il valore più costante sull’intera distanza di gara rispetto alla concorrenza di Milton Keynes e Woking.

Le qualifiche: il caos apre la finestra di Russell

La situazione prima del giro decisivo delle qualifiche era quanto mai agitata: un incidente di Max Verstappen ha causato bandiere gialle, costringendo diversi piloti ad annullare i propri giri lanciati o a completarli in condizioni di compromesso. Russell ha sfruttato la finestra temporale così creatasi e la pista libera che ne è derivata per far segnare il giro più veloce della sessione in 1:06.113, un vantaggio spiegabile soprattutto dal tempismo e meno da una pura differenza di velocità.

È rivelatore il distacco degli inseguitori: Charles Leclerc si è avvicinato a Russell fino a 0,236 secondi, Lewis Hamilton fino a 0,295, entrambe le Ferrari quindi più vicine della seconda Mercedes di Antonelli (+0,301) e a maggior ragione dello stesso Verstappen, che nonostante la sua uscita di pista è comunque arrivato quinto, a +0,362 secondi. Ciò indica che il tempo sul giro della Red Bull era in linea di massima competitivo in questo weekend, ma l’incidente è costato il miglioramento decisivo dell’ultimo minuto.

Passo gara: perché la Mercedes è scappata in gara

Mentre il risultato delle qualifiche era in parte dovuto anche al caso, la distanza di gara racconta una storia diversa. Russell ha controllato dalla pole e ha portato alla fine 1,611 secondi di vantaggio su Verstappen al traguardo, un distacco piuttosto moderato per la distanza di gara al Red Bull Ring, che indica come Verstappen sia riuscito a tenere il passo gara fino alla fine, senza però mai attaccare realmente.

Più vistoso è il distacco di Antonelli sul terzo gradino del podio: appena 1,986 secondi dietro Russell (e quindi a poco meno di 0,4 secondi da Verstappen) significa che tutti e tre i piloti sul podio hanno corso praticamente all’unisono per l’intera distanza, un indizio di un degrado delle gomme che ha favorito sensibilmente la Mercedes a Spielberg. Il salto verso Oscar Piastri in P4 risulta invece brutale: +21,809 secondi. La McLaren era stata costantemente tra i primi con Piastri e Norris nelle prove libere, ma in gara non ha avuto risposta alla costanza della Mercedes, un calo di forma che non si spiega solo con il risultato delle qualifiche, ma fa piuttosto pensare a problemi nella gestione delle gomme sulla distanza.

Il resto del gruppo: la seconda vettura Red Bull e la serie di ritiri

Isack Hadjar ha confermato con il sesto posto (+29,399s) ancora una volta la sua crescente costanza nel secondo abitacolo Red Bull, mentre Lando Norris è rimasto indietro in P7 dietro al compagno di squadra, una battuta d’arresto che, insieme al ritardo di Piastri, sostiene la tesi secondo cui il vantaggio di velocità della McLaren in qualifica non è attualmente riproducibile nell’assetto gara. Le Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad hanno completato, con i posti nove e dieci, un solido bottino di punti per il team.

In fondo al gruppo si è accumulata una lista di ritiri insolitamente lunga: Lance Stroll, Carlos Sainz, Sergio Pérez e Valtteri Bottas non hanno tagliato il traguardo, un risultato che colpisce soprattutto la Cadillac, poiché entrambi i piloti del team si sono ritirati, mentre la Williams ha comunque portato una vettura al traguardo grazie al P17 di Alexander Albon. Per il campionato, la domenica di Spielberg significa soprattutto una cosa: la Mercedes ha ridotto con la doppietta il distacco dalla vetta, mentre la McLaren deve chiarire con urgenza perché il passo gara non tenga il passo con il ritmo di qualifica, una domanda che probabilmente tornerà a porsi al più tardi nella prossima gara con un carattere di pista simile.

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