Il Phoenix Raceway ad Avondale, Arizona, ha aperto i suoi cancelli nel 1964 ed è stato costruito dall’imprenditore di Scottsdale Richard Hogue ai piedi delle montagne Estrella. Originariamente concepito come casa occidentale del motorsport a ruote scoperte, il circuito ha ospitato corse di auto sportive e USAC nei suoi primi anni e veniva addirittura chiamato l’Indianapolis dell’Ovest. Queste radici nello sport formulistico caratterizzano ancora oggi la geometria peculiare del tracciato.
La NASCAR arrivò solo nel 1978, quando Richard Petty conquistò la prima delle sue tre vittorie nella Winston West Series a Phoenix. Il circuito divenne però un elemento fisso del calendario nazionale della Cup solo nel 1988. Da allora, l’impianto si è trasformato da semplice appuntamento regionale a uno dei più importanti piatti forti della stagione, incluso il suo lungo ruolo come sede della finale del campionato della NASCAR Cup Series.
Con soli 1,609 chilometri di lunghezza e quattro curve, Phoenix è uno degli ovali più compatti del calendario. La caratteristica forma a dogleg, un leggero strappo sul rettilineo opposto, crea raggi di curvatura irregolari e rappresenta una sfida particolare per il setup dei team. Ogni curva richiede una linea propria, il che mantiene le manovre di sorpasso tecnicamente impegnative e costringe i piloti a bilanciare costantemente pazienza e aggressività.
L’albo d’oro del circuito legge come un chi è chi della NASCAR moderna. Il record di giro più veloce appartiene a Denny Hamlin, che nel 2025 ha stabilito un tempo di 27,566 secondi, sottolineando così le prestazioni dei veicoli Next-Gen attuali su questo layout ristretto. L’anno scorso Ryan Blaney ha conquistato la vittoria nella gara di Phoenix, dimostrando ancora una volta il suo fiuto per gli ovali corti e difficili.
La combinazione tra il tracciato stretto, i raggi di curvatura variabili e lo scenario desertico dell’Arizona rende il Freeway Insurance 500 una gara in cui i race engineer e i piloti sono messi alla prova fino all’ultima tornata. Per il 2026, il circuito dovrebbe dimostrare ancora una volta perché, nonostante la sua breve lunghezza, è uno dei tracciati più complessi da un punto di vista tattico della NASCAR Cup Series.
Risultati in attesa.
Noch keine Artikel in dieser Serie.
