Marco Rossi · F1-Korrespondent
Sul nuovo Circuito di Madrid non è stata l'auto più veloce a decidere la vittoria, ma il momento giusto nel corso della gara.
Andrea Kimi Antonelli ha vinto il primo Gran Premio di Spagna sul nuovo tracciato Madring di Madrid, conquistando l'ottava vittoria stagionale nel 2026, nonostante Lando Norris abbia mostrato un McLaren apparentemente più veloce per gran parte del fine settimana. Domenica 13 settembre, una Virtual Safety Car dal tempismo sfortunato ha deciso chi avrebbe tagliato il traguardo per primo, e non era Norris. Il pilota Mercedes ha colto l'occasione con la calma di chi sa che la pazienza vale a volte più dell'auto più veloce in griglia.
Mercedes domina i turni liberi, Norris risponde nelle qualifiche

Già nella prima sessione libera si intuiva come sarebbe andato il fine settimana: George Russell davanti ad Antonelli, con Ferrari e Red Bull a portata di mano, ma privi della velocità delle Frecce d'Argento. Nel secondo e terzo turno libero Antonelli assunse la leadership delle tabelle dei tempi in modo completo, mentre Norris in FP2 non registrò alcun tempo di giro valido e fu indicato come ultimo, un brutto inizio da cui si riprese in modo convincente sabato. Anche Charles Leclerc e Lewis Hamilton si mantennero a distanza ravvicinata dalla vetta in tutti e tre i turni, segnale che Ferrari sarebbe stata competitiva sul nuovo tracciato stradale di Madrid.
Nelle qualifiche il quadro si ribaltò. Norris girò il tempo più veloce del fine settimana e si assicurò la pole position con soli 0,011 secondi di vantaggio su Antonelli, un margine che sulla carta sembra minuscolo ma nella realtà bastò. Verstappen completò come terzo i migliori tre del turno di qualificazione, seguito da Hamilton e Leclerc in quarta e quinta posizione. Secondo quanto riportato dal paddock, Hamilton aveva inoltre subito un incidente nella terza sessione libera, che causò l'interruzione della sessione con bandiera rossa, un episodio che compromise il suo bilancio negli allenamenti, ma apparentemente non la sua forma in qualificazione.
Il comando di Norris e il dramma della Virtual Safety Car
Dalla pole Norris prese immediatamente l'iniziativa alla partenza; secondo quanto riferito dai rapporti del fine settimana di gara, Norris e Antonelli erano affiancati in curva uno, dove Antonelli uscì di pista e scorciatoia la curva. Conseguentemente Norris si allontanò e costruì nelle prime fasi di gara un vantaggio superiore a sei secondi sul secondo classificato Mercedes, un margine che per lunghi tratti della corsa sembrò una sentenza, ma non lo era. Una Virtual Safety Car dal tempismo sfortunato destabilizzò il pilota McLaren e gli costò esattamente quel cuscinetto che aveva faticosamente costruito.
Quando Leclerc fu richiamato ai box alla fine del giro 48 secondo i rapporti di gara, un triangolare per la vittoria esplose negli ultimi giri tra Antonelli, Verstappen e Norris. Alla fine fu Antonelli a mantenere i nervi saldi e prevalere su Verstappen e Norris, un risultato che significa l'ottava vittoria stagionale e lo pone in una posizione molto comoda nella lotta al titolo. Secondo i rapporti, Verstappen fu oggetto di un'indagine nel prosieguo per un episodio in curva 5, dove avrebbe lasciato la pista guadagnando un vantaggio, un dettaglio che non compromise il suo posto sul podio almeno inizialmente.
Lawson e Colapinto come vincitori di un gruppo centrale affollato

Mentre la grande storia si consumava in testa, valse la pena guardare anche più indietro nel gruppo. Liam Lawson migliorò dalla posizione di partenza otto al sesto posto al traguardo, consegnando così un risultato solido per Racing Bulls, mentre Franco Colapinto sulla Alpine avanzò dalla nona alla settima posizione offrendo una prova convincente. Entrambi i piloti guadagnarono due posizioni in gara e trasformarono le chance di qualificazione effettivamente in punti, mentre altri sorpassatori come Esteban Ocon e Pierre Gasly, sebbene guadagnassero anch'essi due piazzamenti, terminarono infine fuori dalla zona punti.
Dall'altro lato del gruppo centrale Oscar Piastri dovette cedere una posizione e giunse all'ottavo posto al traguardo dopo una collisione con George Russell al primo giro che, secondo quanto riportato, danneggiò l'ala anteriore, un risultato deludente per il pilota McLaren data la situazione di partenza dalla settima piazza. Anche Gabriel Bortoleto perse una posizione rispetto alla qualificazione. Nel gruppo di fondo Yuki Tsunoda, Alexander Albon e Oliver Bearman si ordinarono in un gruppo compatto senza che emergesse alcuna grande storia, una lotta tranquilla ma tutt'altro che insignificante per i team coinvolti verso gli ultimi punti che questo fine settimana non arrivarono.
Ritiri, penalità e uno sguardo alla lotta al titolo
La differenza più evidente tra posizione di partenza e risultato arrivò proprio da chi era quarto in qualificazione: Lewis Hamilton si ritirò dalla gara, nonostante si fosse presentato forte sabato. La storia diventa piccante per una comunicazione radio che Verstappen avrebbe trasmesso durante la gara quando Red Bull lo ordinò di cedere la posizione a Hamilton, un ordine che avrebbe definito, secondo quanto riportato, come 'mickey-mouse racing'. Che proprio il pilota a cui avrebbe dovuto cedere la posizione non terminasse successivamente la gara conferisce all'episodio una nota amara nel ripensamento.
Nemmeno per i piloti di casa le cose andarono bene. Secondo quanto riportato, Carlos Sainz e Fernando Alonso entrarono in contatto in curva 5, Sainz ricevette una penalità di cinque secondi che scontò durante un pit stop con cambio dell'ala anteriore al giro 24, prima che un problema tecnico lo eliminasse definitivamente dalla gara. Sergio Pérez risalì dal diciottesimo posto di partenza fino alla quindicesima posizione secondo quanto riportato, prima che un problema alla power unit tra il giro 31 e 33 lo costringesse al ritiro. Lance Stroll, già partito senza possibilità dopo una penalità di 40 posizioni per cambio motore, si ritirò in modo inusuale secondo quanto riportato: dopo aver percorso l'area di run-off in curva 20, lo spazio non bastò per invertire la rotta della sua Aston Martin e tornare in pista. Per Mercedes e Antonelli l'ottava vittoria stagionale significa comunque una posizione di forza nel titelkampf, mentre Norris, dopo un fine settimana che controllò per gran parte, torna a casa a mani vuote, uno contraccolpo che McLaren dovrà elaborare il prima possibile.





