Dalla pole position al disastro: Iowa regala un fine settimana all’insegna dei colpi di scena

NEWTON, IOWA - AUGUST 09: Ty Gibbs, driver of the #54 SiriusXM Toyota, takes the checkered flag to win the NASCAR Cup Series Iowa Corn 350 Powered by Ethanol at Iowa Speedway on August 09, 2026 in Newton, Iowa. (Photo by Chris Graythen/Getty Images)
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Bobby Travis · NASCAR/IndyCar-Korrespondent

Ty Gibbs conquista la vittoria con una scelta strategica audace su due pneumatici, mentre Erik Jones precipita da protagonista dell'allenamento a un incidente totale, e Christopher Bell risale dalla 22ª casella fino al secondo posto.

Tre giorni a Iowa hanno dimostrato quanto poco conti un allenamento veloce per il proseguimento di un fine settimana di gara. Chi venerdì ha fermato il cronometro non doveva necessariamente stare davanti domenica, e chi al sabato qualificante partiva molto indietro poteva comunque combattere fino alle prime cinque posizioni al traguardo. Alla fine Ty Gibbs è salito sul podio più alto, ma il percorso che lo ha portato lì racconta solo una parte della storia di questo fine settimana all'Iowa Speedway.

Il record di allenamento che non conta nulla: il caso Erik Jones

Erik Jones ha realizzato il tempo più veloce della prima sessione di allenamento venerdì, davanti a Ty Gibbs e Austin Cindric. Arretrato di 44 punti dal traguardo dei playoff, con questo tipo di ritmo in dote, la Legacy Motor Club sembrava una squadra che avrebbe finalmente potuto trovare la spinta necessaria per la post-season a Iowa. Nelle qualifiche Jones è scivolato alla decima posizione, ma una partenza in top ten restava un buon pacchetto di partenza.

Poi è arrivato il quarto giro. Tyler Reddick, partito cinque posizioni davanti a Jones, ha perso il controllo al basso della curva uno, ha colpito la barriera esterna frontalmente e ha trascinato Jones con sé contro il muro. Entrambi i veicoli hanno subito danni irreparabili, nessuno dei due ha completato i restanti 346 giri. Jones è stato classificato 35°, Reddick 36°, esattamente in fondo al campo, esattamente dove nessuno dei due avrebbe dovuto finire dopo quella prestazione di allenamento. Reddick ha assunto apertamente la responsabilità dell'errore dopo la gara, dichiarando che si trattava di un'azione che normalmente non gli accadrebbe. Per Jones, questo ritiro rappresenta un arretramento in campionato, lontano dalla linea playoff verso cui avrebbe voluto risalire grazie al ritmo dell'allenamento.

Blaney dominante, ma la strategia decide

Ryan Blaney ha confermato la sua forma di allenamento solida con la pole position, seguito da Kyle Larson e Joey Logano. Nel corso della gara, Blaney è stato l'uomo più veloce in campo per lunghi tratti, ha guidato completamente la Stage 1 e ha chiuso con 129 giri al comando, più di qualsiasi altro pilota in quella domenica. Nonostante ciò, alla fine ha conquistato solo il terzo posto perché la gara si è trasformata negli ultimi 60 giri in un puro duello strategico tra le due Toyota della Joe Gibbs Racing.

Christopher Bell ha assunto il controllo nella Stage 2 e ha conquistato la vittoria dello stage con il passo migliore nei long run della giornata, prima di raggiungere e superare Blaney nuovamente al 254° giro in Stage 3. Nel decisivo ciclo di pit stop intorno al giro 290, il team di Bell ha scelto la strada della sicurezza cambiando quattro pneumatici, mentre il crew chief Tyler Allen per Ty Gibbs ha rischiato la scelta di due pneumatici. La mossa ha pagato: Gibbs ha preso il comando, lo ha difeso negli ultimi 35 giri contro un Bell in costante attacco e ha vinto con appena 0,253 secondi di vantaggio, conquistando la sua seconda vittoria Cup della stagione. Per Bell è stata già la settima volta in questo anno che ha varcato il traguardo al secondo posto, un risultato che lui stesso ha definito un amaro secondo posto.

Risalitori e perdenti nel gruppo

Nessun pilota in pista ha mostrato un divario più grande tra qualifiche e risultato di gara rispetto a Christopher Bell stesso. Partendo dalla 22ª posizione, si è fatto strada attraverso l'intero centro gruppo verso l'avanti, ha vinto uno stage e ha mancato la vittoria per un soffio. Anche Denny Hamlin ha fornito una rimonta notevole: dopo modifiche non autorizzate all'auto, ha dovuto partire da dietro e ha lottato durante tutti i 350 giri con freni che si surriscaldavano, concludendo comunque al quinto posto. Altrettanto impressionante la prestazione di Josh Berry, che da posizione 13 è salito fino al quarto posto, e di William Byron, che dalla posizione 19 ha ottenuto un nono posto.

Dall'altra parte della classifica stava Kyle Larson, che aveva chiuso le qualifiche ancora al secondo posto per poi essere completamente estromesso dalla gara in un incidente multiplo al restart al giro 149. Dopo che John Hunter Nemechek è rimasto brevemente in folle, Larson si è spostato verso l'alto nello scontro e ha colpito duramente il suo compagno di squadra Alex Bowman contro la barriera esterna. Bowman si è ritirato con danni totali, classificato 34°, Larson si è battuto con una barra di accoppiamento rotta fino alla posizione 33. Shane van Gisbergen si è ruotato al giro 91 a causa di massici problemi di assetto e ha concluso il fine settimana con una trasmissione frustrata e il 30° posto, ben lontano dalla sua posizione nelle qualifiche di 23°. Anche Chase Elliott, partito da dietro dopo un incidente in allenamento sabato, è rimasto ancora senza un risultato top ten con il 15° posto.

Per il campionato, Iowa rimane dunque un fine settimana dai due volti. Ty Gibbs e l'intero team Gibbs hanno dimostrato quanto una strategia intelligente possa prevalere sul puro ritmo di gara, mentre Erik Jones e il suo team hanno imparato dolorosamente quanto velocemente una forte prestazione di allenamento può essere azzerata da un singolo errore altrui. Con uno sguardo alle gare rimanenti fino al traguardo dei playoff, questo contrasto tra la coerenza strategica e la pura sfortuna di un giro, probabilmente contrassegnerà le prossime settimane.