Marco Rossi · Corrispondente F1
Una gara con due fasi di Safety Car e una bandiera rossa ha sconvolto lo schieramento, dimostrando ancora una volta che a Monaco la gestione delle gomme e la freddezza contano più del puro ritmo.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la sua quinta vittoria consecutiva, dimostrando ancora una volta di essere il metro di paragone di questa stagione, anche in un weekend che sarebbe potuto appartenere a Max Verstappen e Charles Leclerc. Entrambi erano partiti da posizioni di testa dopo le qualifiche, entrambi si sono ritirati. Il risultato finale ha ribaltato completamente i valori emersi nelle prove libere, dimostrando quanto Monaco dipenda dagli incidenti più che dal puro tempo sul giro.
Dall’altalena delle prove libere alla pole di Antonelli
Già nelle prove libere si intuiva che Mercedes e Ferrari sarebbero state competitive a Monaco, anche se l’ordine esatto cambiava di sessione in sessione. Leclerc ha guidato le FP1 davanti a Hamilton e Verstappen, Hamilton ha ribaltato la situazione nelle FP2 con il miglior tempo in 1:13.026, prima che Antonelli prendesse per la prima volta il comando nelle FP3 con un 1:12.720, segnale che la Mercedes era la squadra che gestiva meglio l’equilibrio sui long run durante il weekend, mentre la Ferrari era forte negli scatti brevi ma meno costante nella messa a punto fine.
Le qualifiche hanno confermato questa tendenza: Antonelli si è assicurato la pole con un 1:12.051, appena 43 millesimi davanti a Verstappen, che ha così ottenuto la sua migliore posizione di partenza del weekend. Hamilton e Leclerc si sono piazzati terzo e quarto, entrambi con un distacco di due o tre decimi. Da segnalare il quinto posto di Isack Hadjar con la Red Bull, un segnale che in gara avrebbe avuto il ritmo necessario per risalire posizioni in uno svolgimento caotico.
Due Safety Car, una bandiera rossa e due ritiri eccellenti
La gara stessa è diventata un esempio da manuale di quanto velocemente Monaco possa vanificare una buona posizione di partenza. Due fasi di Safety Car e una tardiva bandiera rossa hanno spezzato il ritmo della corsa in più tronconi, aiutando tutti i piloti che sono riusciti a ripianificare le proprie fasi gomme dopo le interruzioni. Verstappen, partito dalla seconda posizione, si è ritirato, un colpo pesante per le sue ambizioni iridate, tanto più che la seconda casella a Monaco rappresenta tradizionalmente una piattaforma solida per la vittoria se non si commettono errori.
Ancora più doloroso è stato il ritiro di Charles Leclerc, che dopo il restart al giro 66 ha colpito le barriere. Il pilota della Ferrari ha chiarito via radio di non ritenersi responsabile dell’incidente, parlando di problemi alle gomme e alla vettura. Indipendentemente da dove ricada la responsabilità, il ritiro costa alla Ferrari l’occasione di un podio a Monte Carlo, una gara che per la Scuderia ha tradizionalmente un valore simbolico particolare. Non hanno tagliato il traguardo nemmeno Lando Norris, Carlos Sainz, Lance Stroll, Oliver Bearman e Valtteri Bottas, un numero di ritiri insolitamente alto per Monaco che sottolinea la difficoltà di una gara segnata dai restart.
Hadjar e Gasly sfruttano il caos, Antonelli resta freddo
Mentre davanti i favoriti fallivano, in mezzo al gruppo si è visto chi ha mantenuto i nervi saldi. Pierre Gasly ha completato un buon risultato per l’Alpine con il terzo posto, dopo che una verifica successiva ha ulteriormente modificato l’ordine nelle retrovie, costando una posizione a Piastri, Lindblad e Lawson. Nonostante i problemi meccanici, come confermato da Red Bull Racing, Isack Hadjar ha salvato il suo secondo podio in carriera, il primo con la nuova squadra, tagliando il traguardo quarto, ad appena tre secondi da Gasly. Un risultato difficile da prevedere considerando l’esito delle qualifiche, che dimostra quanto a Monaco venga premiata una guida difensiva e priva di errori nelle fasi di restart.
Antonelli, al contrario, non si è fatto turbare dalle interruzioni e ha portato il proprio vantaggio al traguardo con sicurezza per l’intera distanza di gara, con Hamilton primo inseguitore a 6,271 secondi. La costanza con cui il giovane italiano vince ora cinque gare consecutive sposta in modo netto gli equilibri del campionato a suo favore, tanto più che proprio i suoi rivali più diretti, Verstappen e Leclerc, sono rimasti a mani vuote a Monaco. In vista delle prossime gare, questo significa che Red Bull e Ferrari devono lavorare non solo sul puro ritmo, ma soprattutto nel non lasciare più punti per strada nelle situazioni di pressione e durante i restart, pena il rischio che il vantaggio di Antonelli in classifica diventi incolmabile.





