Marco Rossi · Corrispondente F1
Una gara interrotta da bandiera rossa a Zandvoort si è conclusa con Lando Norris al comando, dopo che Max Verstappen ha terminato il suo Grand Prix già al primo giro contro il muro della pista.
Lando Norris ha vinto il Gran Premio dei Paesi Bassi 2026, conquistando una gara che ha avuto la sua piega più drammatica già dopo poche centinaia di metri. Il pilota McLaren ha preso la testa della corsa alla partenza, l'ha persa durante il corso della gara con Andrea Kimi Antonelli e l'ha recuperata negli ultimi giri, per attraversare il traguardo con un vantaggio di 11,536 secondi davanti al pilota Mercedes e al suo compagno di squadra George Russell. Il pomeriggio a Zandvoort è stato oscurato dall'uscita di Max Verstappen: l'olandese ha perso il controllo della sua vettura nell'ultima curva della prima tornata davanti ai propri tifosi, ha colpito due volte il muro della pista e si è ritirato illeso, mentre una bandiera rossa ha interrotto il Gran Prix.
Il Gran Premio di casa di Verstappen finisce al muro
Non è occorsa nemmeno una tornata completa prima che il momento più emozionante del fine settimana fosse segnato, e non aveva nulla a che fare con la lotta per la vittoria. Max Verstappen ha toccato la linea bianca all'uscita della curva nell'ultima piega della prima tornata, ha perso il controllo della sua Red Bull e si è schiantato due volte violentemente contro il muro della pista. L'olandese è rimasto illeso e ha potuto uscire autonomamente dalla vettura, ma la sua auto era irrecuperabile. La direzione gara ha reagito con la bandiera rossa, una decisione inusuale ma comprensibile date le macerie sparse in uno dei tratti più veloci del circuito.
Per Verstappen il ritiro davanti ai propri tifosi rappresenta un'amara delusione, tanto più che Zandvoort è diventato il suo salotto personale da quando il circuito è tornato nel calendario. Il fatto che questa gara potrebbe essere al momento l'ultima disputatasi in questo luogo, poiché il Gran Premio dei Paesi Bassi non sarà più nel calendario di Formula 1 oltre il 2026, conferisce all'immagine del muro danneggiato una risonanza aggiuntiva, quasi simbolica, per un pilota che ha caratterizzato la pista come nessun altro.
Antonelli prende il comando, Norris contrattacca negli ultimi giri
Dopo il riavvio, la gara si è sviluppata in un duello che per lungo tempo non ha lasciato presagire una vittoria per Norris. Andrea Kimi Antonelli si è affermato subito contro il suo compagno di squadra Mercedes Russell in seconda posizione e ha addirittura preso il comando nel corso della gara, che ha difeso per gran parte delle 72 tornate. Il giovane italiano ha dimostrato così ancora una volta che la sua buona forma dalle qualifiche e dalla sprint, dove era arrivato quarto, si è confermata anche nel Gran Prix vero e proprio.
L'impulso decisivo nella lotta per la vittoria è arrivato, secondo quanto riportato, da una fase di virtual Safety Car, scatenata dall'uscita di Esteban Ocon in curva quattro. Diversi piloti, tra cui Antonelli e Lewis Hamilton, avrebbero sfruttato l'occasione per passare a gomme morbide fresche, rimescolando ulteriormente le strategie nel gruppo di testa. Norris ha mantenuto la calma durante questa fase e si è avvicinato costantemente ad Antonelli negli ultimi giri con un passo più veloce, prima di riprendere definitivamente il comando. Alla fine il suo vantaggio di poco più di undici secondi ha confermato la sua posizione di partenza dalla pole, anche se il cammino è stato tutt'altro che lineare.
Discussioni sui team order e caos nel gruppo centrale
Oltre alla lotta al vertice, secondo quanto riportato, discussioni sui team order presso Mercedes e Ferrari hanno alimentato il dibattito, con Hamilton e Charles Leclerc che avrebbero reagito. Per Ferrari, che con Hamilton in quarta posizione e Leclerc in quinta ha comunque portato a casa una solida coppia di punti, il dibattito interno deve aver lasciato un sapore amaro su un risultato rimasto sotto il podio di Zandvoort, che il paddock si era probabilmente augurato.
Anche nel gruppo di coda le cose sono rimaste turbolente. Poco prima del traguardo, secondo quanto riportato, i due piloti Williams Alexander Albon e Carlos Sainz si sono scontrati, il che avrebbe provocato un'ulteriore fase di virtual Safety Car e ha comportato un ritiro anticipato per Albon. Anche Valtteri Bottas non ha tagliato il traguardo. Per Liam Lawson la gara ha invece significato una delle prestazioni più forti della sua stagione: il pilota di Racing Bulls ha assicurato importanti punti in settima posizione, mentre Nico Hülkenberg con l'ottavo posto ha almeno in parte riscattato un fine settimana di sprint deludente, in cui era arrivato ultimo.
Per il campionato il pomeriggio ha significato soprattutto una cosa: McLaren consolida con la vittoria di Norris e un ulteriore guadagno di punti grazie a Piastri sesto il suo ruolo di team del momento, mentre Mercedes con Antonelli e Russell nei piazzamenti due e tre mostra di essere più vicina alla vetta di quanto non fosse alcuni mesi fa. Per Verstappen e la Red Bull rimane l'amara consapevolezza che proprio l'ultima gara di una pista che era diventata il suo salotto si è conclusa con un danno alla carrozzeria e zero punti, un addio che a Zandvoort nessuno si augurava così.





