Bobby Travis · Corrispondente NASCAR/IndyCar
Il campione in carica arriva sullo short track più stretto del calendario con un bel tesoretto di punti, eppure è proprio lui a invitare alla prudenza.
Kyle Larson affronta la penultima gara della stagione al Martinsville Speedway con 73 punti di vantaggio nella classifica della Chase. Il pilota della numero 5 di Hendrick Motorsports si era appena preso a Talladega, nella YellaWood 500, la sua prima vittoria in assoluto su un superspeedway, al 59° tentativo. Nonostante questo, il due volte campione non vuole sentir parlare di festeggiamenti anticipati, perché lo stretto short track della Virginia non perdona la minima distrazione.
Il colpo di Talladega come base
Quanto accaduto a Talladega è stato per lo stesso Larson una liberazione attesa da tempo. In un overtime turbolento è risalito dall'undicesima posizione e ha beffato il compagno di squadra William Byron sulla linea del traguardo, con un margine di appena 0,041 secondi. A questo si sono aggiunti parecchi punti di stage, che hanno gonfiato il suo vantaggio nella classifica della Chase fino a 73 punti sui primi inseguitori Denny Hamlin e Christopher Bell.
Per Hendrick Motorsports e il crew chief Cliff Daniels questo vantaggio è più di una semplice fotografia del momento. A due gare dalla fine Larson può chiudere i conti per il terzo titolo già a Martinsville: con 59 punti sarebbe irraggiungibile prima ancora che si arrivi al finale all'Homestead-Miami Speedway.
Uno short track pieno di insidie

Martinsville, affettuosamente soprannominato "The Paperclip" dai tifosi per la sua forma, è l'opposto di Talladega. Niente scia, niente gare in gruppo, ma traffico serrato in due combinazioni di curve estremamente piatte, dove basta un contatto, provocato o subito, per mettere fuori gara una vettura. Larson conosce bene il tracciato: nel 2023 ha già vinto qui.
Proprio per questo il campione in carica mette in guardia dal considerare il vantaggio già al sicuro. "Mancano ancora due gare. È facilissimo dire che la numero 5 ce l'ha in tasca. Ma potremmo andare a Martinsville, c'è una carambola al primo giro in curva 3, il mio radiatore è andato ed è finita. Può ancora succedere di tutto", ha detto Larson. Anche il crew chief Cliff Daniels e il vicepresidente di Hendrick Jeff Gordon usano lo stesso tono e invitano alla calma, senza scivolare nell'appagamento.
Strategia e prospettive verso Homestead
Gestire il vantaggio, però, non è nei piani della squadra. Il crew chief Cliff Daniels ha annunciato che anche a Martinsville la numero 5 andrà all'attacco, invece di limitarsi a raccogliere punti. Se riuscisse a chiudere i conti in anticipo, Larson sarebbe il primo pilota nella storia della Chase ad avere il titolo in tasca già prima del finale.
Se non dovesse riuscirci del tutto, Larson arriverebbe comunque allo showdown di Homestead con un margine comodo. Se invece sbagliasse presto, magari per una reazione a catena dopo una caution o per danni nel traffico serrato, gli avversari guidati da Hamlin e Bell tornerebbero a sperare prima del finale. Martinsville diventa così la prova del nove tra la fiducia nella propria forza e il rispetto per una pista che non conosce pietà.




