Il Fuji Speedway si trova ai piedi orientali del Monte Fuji a Oyama, prefettura di Shizuoka, ed è uno dei circuiti storici più importanti dell’Asia. Originariamente concepito come superspeedway americano nello stile della NASCAR, nel 1963 fu fondata la Fuji Speedway Corporation inizialmente con il nome di Japan NASCAR Corporation. I piani prevedevano un circuito sopraelevato con curve paraboliche lungo 4 chilometri, ma il budget non era sufficiente, quindi alla fine fu realizzata solo una delle curve paraboliche previste. Dalla necessità nacque una virtù: l’impianto fu riprogettato come circuito permanente e inaugurato nel gennaio 1966.
La proprietà è cambiata più volte nel corso dei decenni. Mitsubishi Estate aveva già investito nel progetto nel 1965 e assunse il controllo del circuito, rimanendo proprietaria dell’impianto per decenni. Solo nel 2000 il Fuji Speedway passò a Toyota Motor, che lo gestisce e lo ha sviluppato significativamente. Sotto Toyota nel 2003 è stato avviato un ampio progetto di riqualificazione: il circuito è stato chiuso e completamente riprogettato secondo il nuovo layout di Hermann Tilke, prima di essere riaperto il 10 aprile 2005.
Il moderno layout misura 4,563 chilometri ed è ancora oggi caratterizzato dal suo marchio distintivo, il rettilineo di partenza e arrivo lungo oltre 1,5 chilometri, uno dei rettilini più lunghi di tutto il motorsport. Già negli anni ’80 erano state introdotte due chicane, una poco dopo la prima curva a gomito e un’altra all’ingresso dell’ultima curva lunga e straordinariamente veloce 300R, per contenere le velocità elevate. Anche dopo la modernizzazione di Tilke, questo carattere è rimasto invariato: velocità massime enormi sul rettilineo, seguite da sezioni tecniche con raggi stretti come la Hairpin Corner 30R o la Dunlop Corner.
Sportivamente, il Fuji Speedway è inseparabilmente legato alla scena della resistenza fin dagli anni ’70. Tra il 1982 e il 1988 il circuito è stato una componente fissa del Campionato mondiale FIA per auto da competizione, prima di allora la 1000 km di Fuji si era già affermata come un classico della scena di resistenza giapponese. Anche nella Formula 1 il circuito ha fatto storia: nel 1976 qui si disputò la prima gara di Formula 1 del Giappone, uno scontro leggendario per il mondiale nella pioggia torrenziale tra James Hunt e Niki Lauda, considerato ancora oggi come uno dei titoli decisi più drammatici nella storia dello sport. Nel 2007 la Formula 1 è tornata dopo 29 anni, di nuovo in condizioni meteorologiche caotiche con una fase di Safety Car precoce, con Lewis Hamilton come vincitore.
Per le 6 Ore di Fuji nel contesto del Campionato mondiale di Resistenza FIA, il circuito offre quindi un programma di contrasto ideale: sul lungo rettilineo si creano enormi battaglie in scia e sorpassi ad alto rischio, mentre le curve strette, in parte con nomi specifici come Coca Cola Corner o Netz Russia, richiedono elevata precisione. Con il panorama caratteristico del Monte Fuji sullo sfondo, il circuito è uno dei luoghi più impressionanti dal punto di vista visivo nel calendario WEC e promette anche nel 2026 gare entusiasmanti con le hypercar della classe top.
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