Marco Rossi · Corrispondente F1
Con un giro quasi perfetto, il leader del mondiale ha conquistato la pole position per il Gran Premio degli Stati Uniti, mentre la Red Bull piazza entrambe le vetture nelle prime due file.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato sabato la pole position nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin. Con 1:34.035, il pilota Mercedes è stato più veloce di 0,179 secondi rispetto a Max Verstappen sul Circuit of the Americas e si presenta alla domenica da leader del mondiale, con 102 punti di vantaggio su George Russell, nella migliore posizione possibile in una giornata in cui, numeri alla mano, potrebbe già laurearsi campione del mondo di Formula 1 per la prima volta. Per riuscirci, però, dovrebbe vincere, con Russell non oltre il nono posto e Lewis Hamilton non oltre il quinto.
Antonelli si prende la pole nella sessione decisiva
Era il giro che contava in questo momento della stagione. Antonelli non si è lasciato condizionare dalle aspettative legate al ruolo di leader della classifica e in Q3 ha firmato il tempo più veloce dell'intero weekend. Il suo 1:34.035 ha significato non solo la prima casella in griglia, ma anche un segnale psicologico per i rivali nella corsa al titolo, tutti a meno di mezzo secondo da lui.
La Mercedes ha mostrato costanza per tutte le qualifiche, dopo che Antonelli aveva già firmato il secondo tempo dietro Charles Leclerc nella seconda sessione di prove libere. Il fatto che George Russell, con la stessa vettura, sia arrivato solo sesto, a 0,441 secondi dal compagno di squadra, mostra però anche quanto fosse sottile in questo pomeriggio il confine tra un giro perfetto e uno soltanto buono.
Red Bull vicina, Hadjar a sorpresa terzo
Alle spalle del poleman si è piazzata una Red Bull compatta con Verstappen e Isack Hadjar, separati da appena 0,036 secondi. Per la squadra è un segnale chiaro ai piloti Mercedes, finora apparsi dominanti, anche se entrambe le vetture hanno comunque pagato circa due decimi dalla pole.
La prestazione di Hadjar merita una menzione particolare. Dopo una terza sessione di prove libere movimentata, in cui si era arrabbiato con Alexander Albon dopo un tentativo abortito alla curva 1 e si era fatto sentire via radio, il pilota Red Bull ha ritrovato il suo ritmo in qualifica e con il terzo posto in griglia si è messo alle spalle non solo Charles Leclerc, ma anche Lewis Hamilton. I commissari sportivi non hanno riscontrato alcuna irregolarità da parte di Albon, che secondo la decisione si era spostato verso l'esterno. Hadjar invece ha ricevuto un'ammonizione per aver stretto verso Albon per reazione.
La Ferrari si è dovuta accontentare della quarta e della quinta posizione in griglia. Leclerc, che aveva dominato entrambe le sessioni di venerdì, in qualifica non è più riuscito a tornare in vetta e ha chiuso a 0,232 secondi da Antonelli, appena 0,044 secondi davanti al compagno di squadra Hamilton. Dopo una terza sessione di prove libere convincente, in cui proprio Hamilton aveva firmato il miglior tempo, il quinto posto in griglia rappresenta per il britannico una battuta d'arresto nel momento meno opportuno.
McLaren staccata, le penalità in griglia rimescolano le carte
Mentre in testa tre squadre si davano battaglia in un fazzoletto, la McLaren in questo pomeriggio non ha trovato risposte. Oscar Piastri è stato settimo a 0,768 secondi, mentre Lando Norris, staccato di oltre un secondo, è finito addirittura dietro al compagno di squadra, un divario interno di 0,246 secondi che non promette nulla di buono per la stagione della squadra.
La griglia di partenza effettiva di domenica dovrebbe comunque essere diversa dal semplice risultato delle qualifiche. Arvid Lindblad, che aveva conquistato il nono posto, arretra di cinque posizioni per la sostituzione di componenti della power unit, Franco Colapinto è colpito ancora più duramente con una penalità di dieci posizioni, e Gabriel Bortoleto partirà dal fondo dello schieramento dopo un cambio della power unit. Per piloti come Liam Lawson, arrivato in quinta fila pur senza un tempo cronometrato in Q3, si aprono così posizioni inaspettate più avanti.
Domenica conterà quindi non solo il passo puro, ma anche il modo in cui i piloti gestiranno la griglia rimescolata. Per Antonelli la pole significa soprattutto una cosa: la possibilità di controllare la corsa al titolo dalla testa, invece di doverla rincorrere da dietro, una posizione di partenza che con 102 punti di vantaggio difficilmente potrebbe essere migliore.





