Bobby Travis · Corrispondente NASCAR/IndyCar
Il comodo margine in classifica di Kyle Larson è quasi svanito dopo l'incidente di Phoenix, e ora arriva Talladega, l'ovale più imprevedibile della stagione.
La Hendrick Motorsports arriva al Talladega Superspeedway con il freno a mano tirato. Dopo la Freeway Insurance 500 di Phoenix, dove il campione in carica Kyle Larson con la numero 5 si è ritirato a una trentina di giri dalla fine e ha quasi perso il comando della classifica del Chase, la squadra deve evitare un altro passo falso sull'ovale più grande e veloce del calendario. Il compito per la gara di domenica 25 ottobre in Alabama è semplice da dire ma difficile da realizzare: limitare i danni e difendere la leadership nella lotta per il titolo.
Il disastro di Phoenix: Larson perde l'enorme vantaggio
Fino alla Freeway Insurance 500, la postseason del Chase di Larson era filata via quasi senza intoppi. Poi, sull'ovale nel deserto di Avondale, tutto si è capovolto. Dopo continui problemi di bilanciamento della vettura, il pilota Chevrolet ha subito il cedimento della gomma anteriore destra, ha colpito il muro e ha chiuso la gara anzitempo in 34ª posizione.
Il ritiro è arrivato nel momento peggiore per Larson. Prima di Phoenix aveva in campionato un comodo vantaggio di 49 punti su Denny Hamlin, dopo gli sono rimasti appena 5 punti sul nuovo secondo, Christopher Bell. Quella che sembrava una questione chiusa si è trasformata da un giorno all'altro in un duello aperto, e proprio alla vigilia di un weekend in cui un solo incidente può di nuovo decidere l'intera stagione.
Talladega: la resa dei conti imprevedibile
Per la Hendrick difficilmente poteva andare peggio. Il Talladega Superspeedway, lungo 2,66 miglia, è l'ovale più grande e veloce del calendario della Cup, una vera pista da scia dove le vetture volano in gruppo compatto attraverso le alte sopraelevate. Chi corre qui nel grande gruppo è sempre al limite tra un buon bottino di punti e la vettura distrutta.
È proprio questa dinamica a rendere Talladega un fattore di rischio per Larson. Sugli ovali piatti o sui circuiti stradali un vantaggio ridotto si difende con traiettorie pulite. Su un superspeedway come questo spesso decide anche il caso, quando un singolo contatto si trasforma in pochi secondi in una carambola, il famigerato 'Big One'. Un altro ritiro potrebbe costare a Larson la testa della classifica in modo definitivo.
Note positive in casa Hendrick: Elliott, Byron e Bowman come sostegno
Nonostante la battuta d'arresto, la Hendrick Motorsports non va in Alabama senza speranze. Chase Elliott con la numero 9 ha conquistato un ottimo terzo posto a Phoenix e ha già vinto due volte a Talladega, nella primavera del 2019 e nell'autunno del 2022. I suoi numeri sulle piste veloci da scia ne fanno uno dei grandi favoriti a Talladega, indipendentemente da come andrà al compagno di squadra.
Anche William Byron con la numero 24, che ha vinto cinque gare su piste da scia, tre delle quali a Daytona, e Alex Bowman con la numero 48 possono essere partner preziosi nel gruppo. Per Larson potrebbe essere decisivo: nelle gare in gruppo il terreno perso si recupera spesso più in fretta con una spinta mirata dei compagni di squadra in scia che da soli in aria libera.
Con Talladega, Martinsville e il finale di stagione a Homestead-Miami restano solo poche tappe prima del verdetto, e i primi sette della classifica sono racchiusi in appena 56 punti. Per Larson e la Hendrick Motorsports la linea per il weekend dovrebbe essere chiara: attraversare il gruppo senza danni, evitare il Big One, raccogliere punti di stage e portare il piccolo vantaggio fino al traguardo.





