Bobby Travis · Corrispondente NASCAR/IndyCar
Nel finale di stagione della NTT INDYCAR SERIES, il già consacrato campione ha fissato il miglior tempo nelle prove libere 1, mentre dietro di lui i competitor si posizionano nella lotta per il secondo posto nella classifica mondiale.
Álex Palou ha realizzato il giro più veloce nel primo turno di prove libere del INDYCAR Grand Prix of Monterey venerdì al WeatherTech Raceway Laguna Seca. Il pilota Ganassi, che ha già conquistato il suo quarto titolo consecutivo e quinto in totale nel fine settimana scorso a Milwaukee, ha percorso il circuito di 2,238 miglia in 1:09.899, rimanendo così solo 0,091 secondi davanti a Felix Rosenqvist sulla vettura Meyer-Shank. Il risultato non ha conseguenze sportive per la classifica mondiale, ma fornisce un primo indicatore su chi potrà lottare in testa nell'ultima gara della stagione di domenica.
Palou domina una sessione senza pressione, Rosenqvist e O'Ward restano a contatto
Il fatto che Palou abbia realizzato il miglior tempo nonostante il mondiale ormai deciso dimostra quanto poco il campione perda di velocità quando non c'è più nulla in palio se non la chiusura della stagione. Il suo tempo di 1:09.899 è stato l'unico al di sotto di 1:10 minuti in questo primo turno, un vantaggio tutt'altro che scontato su un circuito tecnico come Laguna Seca con le sue undici curve e il celebre Corkscrew.
Dietro di lui, Felix Rosenqvist ha dimostrato con il secondo posto di non considerare l'ultimo weekend nel cockpit Meyer-Shank come una semplice passerella. Lo svedese, che nel 2027 passa ad Arrow McLaren, è rimasto a solo 0,091 secondi da Palou con 1:09.991. Pato O'Ward ha completato la top tre per Arrow McLaren con 1:10.176, confermando che il suo team è competitivo sul circuito stradale, un segnale che ha peso considerando il suo ruolo nella battaglia per il secondo posto della classifica piloti.
La lotta per il secondo posto prende forma già nelle prove libere
Con il titolo ormai assegnato a Palou, l'attenzione sportiva del fine settimana si concentra sulla domanda chi chiuderà la stagione come miglior inseguitore. Christian Lundgaard, Kyle Kirkwood, Pato O'Ward e David Malukas sono separati da pochi punti prima del finale, e questo primo turno fornisce già un quadro misto per due di loro.
Malukas ha fornito un segnale solido per il Team Penske con l'ottavo posto, O'Ward ha confermato le sue ambizioni con il terzo. Kirkwood invece ha ottenuto solo il diciassettesimo tempo per Andretti Global, più di un secondo dietro Palou, e deve ancora migliorare nel prosieguo del fine settimana. Lundgaard stesso ha chiuso con 1:11.023 al diciottesimo posto, una situazione ulteriormente complicata dalla penalità di sei posizioni in griglia inflitta per domenica a causa di un motore quinto non omologato. Anche il rookie Caio Collet, che gareggia per A.J. Foyt Enterprises, subisce la medesima penalità, un altro caso con lo stesso problema motore ma diverso dalla situazione del compagno di team di Lundgaard. Entrambi i piloti dovranno quindi trovare domenica una strada verso il fronte da posizioni molto più arretrate di quanto i loro tempi sul giro farebbero supporre.
Un fine settimana di addii nei team Ganassi e Meyer Shank

Oltre alla classifica, due storie personali caratterizzano questo finale. Scott Dixon disputa a Laguna Seca la sua ultima gara per il Chip Ganassi Racing dopo più di due decenni, prima di passare nel 2027 ad Arrow McLaren come il sei volte campione. Nel primo turno ha ottenuto solo la dodicesima posizione, più di otto decimi e mezzo dietro il suo compagno di team Palou, ma per un pilota con l'esperienza di Dixon su questo circuito il primo turno difficilmente rappresenta più di una valutazione della situazione.
Anche Rosenqvist si congeda con questo fine settimana dal Meyer Shank Racing, prima di approdare a sua volta ad Arrow McLaren, e il suo secondo posto nel primo turno è stato una dichiarazione che prende sul serio questo ultimo impegno per la sua squadra attuale. Per le qualifiche e la gara di domenica rimane dunque una suspense considerevole, non per il titolo ormai deciso, ma per le domande aperte dietro: chi assicura il secondo posto della classifica mondiale, fino a che punto risalgono la griglia Lundgaard e Collet dalle loro posizioni di penalità, e come se la cavano Dixon e Rosenqvist negli ultimi chilometri per i colori storici.





