Marco Rossi · Corrispondente F1
Due vittorie consecutive, un contratto fino almeno al 2030 e parole sincere sul proprio compenso: alla fine di agosto 2026 Lando Norris ha aperto contemporaneamente diversi nuovi capitoli della sua carriera.
Lando Norris si è legato anticipatamente a McLaren fino almeno alla fine del 2030, con opzioni per ulteriori estensioni, dopo le vittorie in Ungheria e a Zandvoort. Il britannico, che corre esclusivamente per il team di Woking dal 2019, avrebbe disputato dodici stagioni per McLaren al compimento del nuovo contratto. Parallelamente all'annuncio del rinnovo, è scoppiato un dibattito pubblico sulla sua retribuzione, sul quale il campione del mondo in carica si è espresso in modo inusualmente diretto.
Dodici anni a Woking: cosa significa il nuovo contratto per McLaren
Per McLaren il rinnovo è ben più di una semplice questione di mercato. Norris ha conquistato il suo primo titolo mondiale con il team costruttore nel 2025, dopo anni nei quali si è trasformato da talento promettente a leader di una scuderia che a lungo aveva atteso il suo primo campionato dai tempi d'oro. Che rimanga con loro almeno fino al 2030, con opzioni per prolungare ulteriormente, segnala una lealtà divenuta rara nella Formula 1 contemporanea. Come gesto di riconoscimento, McLaren gli ha affidato la sua monoposto campione del mondo dalla stagione 2025, la MCL39, simbolo di come la squadra consideri questo pilota il suo volto.
Insieme a Oscar Piastri, il cui contratto scade alla fine del 2028, McLaren dispone così di uno dei duo di piloti più stabili nel lungo termine dell'intero campionato. In un'era in cui i cambiamenti di piloti in Ferrari, Mercedes e Red Bull generano regolarmente scossoni, con questa continuità McLaren si assicura un vantaggio che non si misura in decimi di secondo, ma potrebbe risultare decisivo nella lotta per il titolo negli anni a venire.
Trenta milioni di sterline e parole sincere sul divario verso l'alto
Con il nuovo contratto, lo stipendio di Norris aumenta secondo fonti a circa 30 milioni di sterline, pressappoco 35 milioni di euro, a stagione. Un incremento considerevole rispetto al suo contratto precedente, eppure rimane sensibilmente indietro rispetto ai massimi guadagni del grid: Lewis Hamilton dovrebbe arrivare a circa 46 milioni di sterline in Ferrari, mentre Max Verstappen da Red Bull arriverebbe addirittura oltre i 60 milioni. Per un campione del mondo in carica si tratta di una differenza notevole, e proprio questo è diventato argomento di conversazione nel paddock e nei media nelle settimane successive all'annuncio.
Norris stesso non si è sottratto alla discussione. In un'intervista con il Telegraph si è espresso sull'argomento, lasciando trasparire che sportivamente si ritiene al livello dei massimi guadagni del campo, ma che il suo compenso, realisticamente, non sia ancora arrivato a quelle cifre. Questa franchezza si addice a un pilota che nel corso della sua carriera raramente ha evitato di fare una valutazione onesta delle proprie prestazioni. Che citi il divario rispetto a Hamilton e Verstappen senza lamentarsi suona meno come una rivendicazione e più come una constatazione fredda, quale spetta a un campione del mondo che conosce il proprio valore ma comprende anche come funzionano i negoziati in Formula 1.
Di nuovo in forma: cosa significa la doppietta per la lotta al titolo
Sportivamente l'annuncio del contratto cade in un momento in cui Norris, dopo un inizio stagionale altalenante, ha ritrovato la sua miglior forma. Le vittorie in Ungheria e a Zandvoort nel giro di poche settimane sono più di due semplici risultati nella classifica, suggeriscono una curva di forma che potrebbe fare la differenza nella lotta per il titolo 2026. Per un pilota che si è appena legato a lungo termine, è la migliore conferma possibile che questa decisione era giusta per entrambe le parti.
Come questa doppia pressione tra sicurezza contrattuale e rinnovata spinta al successo influenzi le gare rimanenti si vedrà nelle prossime settimane. Quello che è già certo è che McLaren possiede in Norris e Piastri un duo che non deve più combattere per il proprio futuro, ma può modellarlo. E forse in questo risiede il vero messaggio di questa estate, non nell'ammontare di uno stipendio, ma nella serenità con cui un campione del mondo prosegue il proprio cammino.





